Stamattina un nostro importante cliente nella GDO, vedendo un banner con un volto e uno sfondo generati con DALL·E di OpenAI, mi ha chiesto: “Le immagini sono autorizzate o sono fatte con altri sistemi?”

Domanda legittima. E la risposta è chiara: sì, sono utilizzabili a fini commerciali. Ecco perché.

Di chi sono le immagini generate dall’AI?

 

Partiamo dal caso specifico. I Termini di Utilizzo di OpenAI (aggiornati al dicembre 2024) sono espliciti: “Trasferiamo all’utente tutti i nostri diritti, titoli e interessi, se esistenti, in relazione all’Output.” L’immagine generata è tua.

Non è un caso isolato: MidJourney riconosce la titolarità all’utente con abbonamento attivo, Adobe Firefly fa lo stesso appoggiandosi a dataset verificati, Stable Diffusion consente esplicitamente l’uso commerciale tramite licenza open source.

Cosa dice la legge italiana

 

Non sono un avvocato ma ne ho vissute tante come Manager e consulente… quello che molti non sanno è che l’Italia è il primo Paese in Europa ad aver emanato una legge nazionale sull’AI: la Legge 132/2025, in vigore dal 10 ottobre 2025.

Ha modificato direttamente l’articolo 1 della Legge sul Diritto d’Autore, aggiungendo che le opere sono protette “anche laddove create con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale, purché costituenti risultato del lavoro intellettuale dell’autore.”

Tradotto: se utilizzi l’AI come strumento e ci metti il tuo apporto creativo — prompt engineering, selezione, raffinamento, post-produzione — l’opera è tua ed è tutelata.

Il caso ChatGPT e le policy sempre più rigorose

 

Aspetto interessante ? si ! ChatGPT oggi impedisce la riproduzione dello stile di artisti viventi. Chiedi un’immagine “alla Tim Burton” e ricevi un rifiuto, con proposta di un’alternativa creativa che non violi diritti altrui.

Le piattaforme stesse stanno investendo nella compliance, riducendo il rischio di conflitti con diritti preesistenti. Una garanzia in più per chi usa questi strumenti professionalmente.

Come operiamo noi

 

Quando in agenzia generiamo immagini AI per un progetto cliente, seguiamo un protocollo preciso: utilizziamo piattaforme che trasferiscono i diritti all’utente, applichiamo un processo creativo iterativo che configura l’apporto intellettuale richiesto dalla legge, verifichiamo che gli output non presentino somiglianze con opere preesistenti o marchi registrati, e documentiamo l’intero iter creativo.

La risposta breve

 

Sì, le immagini AI sono pienamente utilizzabili a fini commerciali. I termini delle piattaforme lo consentono, la legge italiana lo conferma, le content policy stanno diventando sempre più rigorose per prevenire violazioni.

L’intelligenza artificiale è un pennello evoluto. Ma a guidare la mano c’è sempre un professionista.


Hai dubbi sull’utilizzo delle immagini AI nei tuoi materiali di comunicazione? Vuoi integrare l’AI nella tua strategia digitale in modo sicuro e conforme?
Scrivimi su me@gennaroguida.it: sono a disposizione per approfondire.


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